(Napoli, 1975)
Salvatore Manzi è una figura emblematica del panorama artistico contemporaneo italiano. Dopo essersi formato presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, fin dagli esordi ha manifestato la volontà di mettere in discussione il sistema dell’arte, il suo mercato e la tradizionale figura dell’artista. In questa direzione si collocano i lavori firmati con lo pseudonimo “Zak” e le sue azioni più provocatorie, come la diffusione di falsi comunicati stampa di mostre e interventi ironici sul mondo dell’arte stessa.
All’Art Hotel Gran Paradiso di Sorrento, Salvatore Manzi presenta un’opera che sintetizza la sua ricerca sulla materia pittorica come campo di energia e spiritualità. Il segno diventa scrittura cosmica, una trama visiva che evoca la relazione tra le particelle dell’universo e l’essere umano, in un continuo processo di addensamento e rarefazione.
L’impegno di Manzi si concentra nel tentativo di smascherare le dinamiche e le iniquità che regolano il mercato artistico, affiancandovi una pittura dal profondo connotato spirituale e sociale. La sua pratica si fonda sul segno e sulla traccia, strumenti attraverso i quali indaga la relazione tra trascendenza e immanenza, tra l’eterno e il temporale. Il suo lavoro diventa così un campo di tensione tra il coagularsi e il frammentarsi, tra la solitudine e la comunione, riflettendo i ritmi cosmici e umani dell’esistenza.